Cascina Ovi è costosa? Cascina Ovi è cara? Qualche puntualizzazione

Cascina Ovi è un ristorante (mediamente) costoso.

Nulla da dire su questa affermazione.

Cascina Ovi è un ristorante caro.

Scusate, no: nemmeno per sogno.

Oggi ci sentiamo in dovere di mettere qualche piccolo punto sugli i a proposito della questione-prezzi.

Costoso”, “caro”. Talvolta questi aggettivi sono utilizzati nelle recensioni che parlano di noi, su TripAdvisor, su Facebook, su Google o su altre piattaforme. E sono spesso utilizzati come intercambiabili, come se fossero sinonimi perfetti.

In realtà hanno due significati precisi e differenti.

Costoso” ha un significato assoluto; “caro” ha un significato relativo al valore dell’oggetto o del servizio acquistato.

Un toast alla stazione di notte

A chi non è capitato di arrivare a tarda notte con il treno in una qualche città senza aver cenato, trovare un unico bar aperto, stravolti e affamati? Ecco il dialogo-tipo che avviene in questi casi.

«Buonasera, che cosa è ancora possibile mangiare? Un piatto? Un panino? Una piadina?»

«Ci è rimasto soltanto questo toast».

«Quello?» (Indicate interdetti uno sgorbio stantio, sfatto, che ha l’aria di essere lì da tempo, nel quale il pane non sembra pane, il prosciutto non sembra prosciutto e il formaggio fuso è sicuramente fuso, ma chissà se è formaggio).

«Sì, quello».

Non avete alternative: «Va bene».

Il barista, stanco come voi, sbatte quella “prelibatezza” nel microonde e una trentina di secondi dopo ve la serve nel piatto, con un fazzolettino di carta.

Lo ingurgitate voraci, scottandovi lingua e palato: il “formaggio” brucia come piombo fuso, e per quel che ne sapete ne ha lo stesso sapore.

«Fanno 5 euro più il costo della bottiglietta d’acqua».

Cinque euro. Per un toast. La dimostrazione che anche ciò che non è “costoso” può essere “caro”.

Una cena per due

Cambiamo completamente scenario: sabato sera, cena in un ristorante nell’area di una grande città internazionale. Una coppia ordina un antipasto a testa, un primo e un secondo di pesce. Si fanno consigliare dal maître la bottiglia più adatta per quelle pietanze, e quegli propone tre diverse bottiglie, tutte di prima qualità, presentandone le caratteristiche. Aggiunge poi: «Permettetemi in alternativa di proporvi due diversi vini in calice, perché con il primo che avete scelto si abbina perfettamente quest’etichetta, mentre per il secondo l’ideale è quest’altra». I due apprezzano la consulenza, e sui due calici cade la loro scelta.

Arrivano dunque i piatti, e il cameriere si ferma a scambiare due parole con gli ospiti: racconta loro che il tonno arriva direttamente da Carloforte, ed è acquistato direttamente dal titolare del ristorante; il gambero carabinero è appena giunto, fresco fresco, dalla Sardegna; quanto all’ombrina, altra vera prelibatezza, il cameriere spiega che arriva direttamente dalla Gallura, ed è una scelta personale dallo chef. Dopo il pasto, i due ordinano dessert e caffè (che gradiscono molto), prima di chiudere con un bicchiere di mirto: non industriale, ma originale sardo, servito su due dita di ghiaccio.

A fine cena, chiedono il conto: una sessantina di euro a testa, esattamente dieci volte il costo della “cena” improvvisata al bar della stazione. Ma in cambio hanno avuto: ingredienti di prima qualità; il lavoro in cucina di grandi professionisti della ristorazione; una serata piacevole, rilassante e gratificante; la possibilità di farsi raccontare qualcosa di interessante da chi, nel settore, opera da anni.

Ora, tutte queste componenti hanno un costo: dalle materie prime, al trasporto, al personale, alle spese fisse di gestione. Hanno un costo. E hanno un valore. Sessanta euro a testa: si può definire un conto “caro”?

E ancora: chi ricorderà con maggior piacere la propria “esperienza gastronomica” (va di moda dire così)? Il viaggiatore alla stazione o la coppia al ristorante?

Ecco perché teniamo a ribadire l’ovvio. Cascina Ovi si colloca in una fascia di prezzo medio-alta, ed è quindi un ristorante mediamente “costoso”. Ma, fino a prova contraria, non è assolutamente un ristorante “caro”.

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DOVE SIAMO

  • Via Olgia, 11
  • SEGRATE (MI)
  • ITALIA

CASCINA OVI

  • +39 02 213 95 81
  • info(at)cascinaovi(punto)it

ORARIO (al quale speriamo di tornare presto)

  • Ma, Me, Gi, Ve, Sa, Do: 12-30 – 14.30
  • Ma, Me, Gi, Ve, Sa: 19.00 – 24.00

(c) Ristorante Cascina Ovi Srl - Graphics and copy  

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