ยซ๐๐น ๐ท๐ฎ๐๐ ๐ถ๐ป๐ถ๐๐ถ๐ฎ ๐พ๐๐ฎ๐ป๐ฑ๐ผ ๐๐บ๐ฒ๐๐๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐๐๐ผ๐ป๐ฎ๐ฟ๐ฒยป

Intervista allo Studying jazz quartet, live sabato sera a Cascina Ovi: ยซOgni nota superflua รจ di troppo. ร l’ascolto reciproco a trasformare quattro musicisti in una bandยป.
Non vediamo l’ora di vederli, ascoltarli, goderli: nell’attesa (ricordiamo l’appuntamento: sabato 5 settembre, ore 20.00, nuovo appuntamento della Clamorosa estate di Cascina Ovi) li abbiamo intervistati: signore e signori, The studying jazz quartet!
[Domanda per Giovanni Introna, pianista] Qual รจ la cosa che un pianista dovrebbe imparare a non suonare?
La musica รจ una cosa semplice. Attenzione, questa parola รจ il contrario di complicato, non di complesso. Nella vita di un buon musicista arriva un momento chiave: รจ il momento in cui capisce che ogni nota superflua รจ di troppo. Il buon musicista รจ famelico di essenzialitร : sa che le note in eccesso disturbano, rovinano la concentrazione. Le lascia andare, senza rimpianti.
[Domanda per Lea Cardinali, voce] Se potessi entrare dentro una canzone che hai cantato e restarci per un’intera giornata, quale sceglieresti?
L’arte in generale, la musica in particolare, il jazz nello specifico hanno un potere: possono rappresentare tutto, possono raccontare tutto. Si sta concludendo un’estate, in tutti i sensi, caldissima: “Summertime” mi trasporta, con la sua tonalitร minore malinconica e magica, in un ideale quartiere costiero afroamericano, che forse non esiste nella realtร ma senz’altro esiste nel nostro immaginario. Non la sentite questa dolce mamma che canta al suo bambino la sua triste ninnananna? Io la sento. Eccome.
[Domanda per Marco Pogliani, batterista] Se per una sera ti togliessero la batteria e ti dicessero: โFa’ comunque capire agli altri dove battere il tempoโ, che cosa faresti?
Per un batterista, basta percuotere qualsiasi superficie, qualsiasi oggetto. Un bravo musicista sa far emergere, accarezzandola, la voce e il ritmo interni di qualsiasi cosa. E non c’รจ, lo garantisco, piacere piรน grande.
[Domanda per Piero Caruso, bassista] Il basso รจ lo strumento che spesso si sente senza accorgersi di sentirlo. Ti piace stare nell’ombra o, sotto sotto, vorresti che qualcuno finalmente si accorgesse molto di piรน di te?
Ma non ci penso nemmeno (sorride)! La mia indole รจ solitaria, meditativa: amo stare nell’ombra, preferisco la mia casa e il mio giardino ai riflettori del successo. Molti desiderano essere notati: ci si fa belli e ci si abbiglia, per esempio, per questo. Da parte mia, trovo molto piรน soddisfacente suonare, farlo bene, farlo in armonia con la mia band, per donare a chi ci ascolta non una mera esibizione, ma un’interpretazione.
[Domanda corale: risposta all’unisono dell’intera band] Qual รจ il punto in cui si smette di essere quattro musicisti e si diventa una band?
Quattro musicisti suonano, magari divinamente, indipendentemente uno accanto all’altro. Ma รจ l’interplay che fa la band: la capacitร di ascoltare l’intenzione del gruppo. Senza neanche guardarsi: basta sentire, basta sentirsi.
The studying jazz quartet lo farร , in maniera splendida, per tutti noi a Cascina Ovi.