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«Suonare Pino Daniele, con un po’ di libertà»

Sabato 19 settembre Cascina Ovi saluta l’estate: dopo la cena à la carte, i Just Pino tornano a suonare dal vivo in via Olgia 11 a Segrate: ci hanno concesso un’intervista esclusiva.

La nostra cucina, l’atmosfera incomparabile di Cascina Ovi e la musica di Pino Daniele: un incontro che torna a rinnovarsi, con i Just Pino e il loro modo personale di rendere omaggio a un grande artista. L’appuntamento è per sabato sera (19 settembre): naturalmente in via Olgia 11 a Segrate.

[Domanda per Alberto Barattini, piano] Se Pino Daniele entrasse in sala prove e ascoltasse un vostro arrangiamento, per quale elemento saresti più felice se ti elogiasse?

Sarebbe un sogno, da tutti i punti di vista… quante volte mi sono immaginato la scena: qualcuno che bussa, con forza, alla porta della sala di registrazione, l’annuncio «Una visita importante per te», Pino che entra, sorride, ci saluta e si complimenta: «Questo mio pezzo – non farò il finto modesto – è bello di suo, ma tu ne hai concepita una versione originale, che funziona almeno altrettanto bene».

[Domanda per Candido Mormile, chitarra] Quanto napoletano deve essere un musicista per suonare Pino Daniele?

Che domanda difficile! Io sono napoletano di fatto e di anagrafe. Napoletano verace, nato a Napoli: ma la napoletanità è un concetto profondo e ampio, che si può estendere ben oltre i confini geografici della città, della provincia o della regione. L’amore per la musica di Pino Daniele è uno dei tratti di questa napoletanità dell’anima.

[Domanda per Massimo Galelli, basso] Se togliessimo il basso a un pezzo di Pino Daniele, che cosa scopriremmo?

Oh, potremmo scoprire tante e diverse cose. Comprese tra due estremi: ci sono brani semi-acustici, tipo “Quando“, in cui quasi non ci renderemmo conto dell’ipotetica scomparsa del basso; altri, invece, come “Yes, I know (Blue note)”, non sarebbero concepibili, così come li conosciamo, senza le quattro corde; basterebbe variare il giro di basso per rivoluzionare l’intero pezzo.

[Domanda per Mauro Colangelo, batteria] Da batterista, qual è il brano che ti ha fatto pensare: «Qui non posso permettermi di sbagliare nemmeno una cosa»?

Eccola, la sentite anche voi? È partita “A me me piace ‘o blues“. Gustatevela, godetevela. Ma provate, anche, a coglierne la struttura. Sentite questa intro? Ecco, sbagliare a questo punto è vietato, inaccettabile, inconcepibile. Semplicemente, non si può fare: se cade la batteria, cade tutto il brano. Rovinosamente.

[Domanda per Roberto Matta, voce] Qual è la canzone di Pino Daniele che non dovresti mai cantare?

Ce n’è una, in effetti. So di non doverla cantare: lo so benissimo. Eppure, qualche volta ho ceduto: lo ammetto, mi è capitato di interpretarla davanti a un pubblico. Parlo di “Voglio di più“: un brano stupendo, che tratta di argomenti profondi, dolorosi e veri. Parla di vita e di guerra. Le persone che vengono a sentire un tributo a Pino Daniele vengono spesso per sentire pezzi più leggeri, d’amore e di passione, come quelli degli anni ’80, o qualche brano ballabile anni ’90. Invece “Voglio di più” è troppo profonda: è in grado di creare un buco nero di commozione anche nella serata più spensierata. Io stesso, spesso, salto quella traccia mentre ascolto il disco: la ascolto solo quando il momento è giusto e non sempre lo è. Succede questo, con i capolavori.

[Domanda corale per l’intera band] Quando un omaggio smette di essere un omaggio e diventa musica?

In realtà, un buon omaggio è sempre, anche e prima di tutto, buona musica. Soprattutto quando ci si concede uno spazio di libertà, di interpretazione. In altre parole, quando non ci si limita a «fare una cover», per quanto precisa. Chi improvvisa ci mette del proprio per arricchire un pezzo che ama e chi ascolta può apprezzare questo spazio di libertà. Siamo certi che lo stesso Pino Daniele accoglierebbe con gioia le rispettose variazioni che ci permettiamo di fare sul tema della sua musica. Così, proviamo a omaggiare un artista e lo ringraziamo per aver concepito una canzone che amiamo.

PRENOTAZIONI: 02 213 95 81