A Cascina Ovi un San Valentino che sorride!
Chi l’ha detto che il romanticismo debba sempre e per forza essere melenso (e anche un po’ musone)? Giovedì 14 febbraio a Cascina Ovi l’atmosfera di San Valentino sarà diversa: sorridente e rilassata.
Chi l’ha detto che il romanticismo debba sempre e per forza essere melenso (e anche un po’ musone)? Giovedì 14 febbraio a Cascina Ovi l’atmosfera di San Valentino sarà diversa: sorridente e rilassata.
Un grande menù per la cena più romantica dell’anno (45 euro a persona): tradizione e sperimentazione e le culture gastronomiche dell’oriente e del Mediterraneo si incontrano nella nostra cena di domani sera, mercoledì 14 febbraio.
#NellaNostraCantina non possono mancare diverse bottiglie di Pranu Mariga Argei (gradazione: 13,5°): è un vino rosso a Indicazione Geografica Tipica – Isola dei Nuraghi. Nasce da un uvaggio di Cannonau, Bovale e Monica, dai quali trae tutta la sua personalità e morbidezza. Il corpo pieno e avvolgente: ideale per accompagnare piatti di selvaggina, arrosti e formaggi sardi.
“Un sabato qualunque, un sabato italiano”
cantava Sergio Caputo in una delle più note canzoni italiane a fare riferimento al “Festival dei fiori”.
“Tears dry on their own”: le lacrime si asciugano da sé. Canzone-manifesto dell’indimenticabile Amy Winehouse e ragione del nome dei “Tears dry”, band votata all’omaggio musicale e canoro dell’artista londinese.
La conosciamo tutti, la bandiera dei “Quattro Mori”: ma qual è il suo vero significato? La nascita della bandiera sarda affonda le sue radici in un passato intriso di leggenda. La realtà storica conferma in buona parte la leggenda, pur non privandola del suo alone di fascino misterioso.
Almeno quattro grafie possibili, ceviche, cebiche, seviche e sebiche, per quanto unica sia la pronuncia: [seˈβitʃe] secondo il sistema IPA. Una diffusione lungo tutto il Pacifico sudamericano, dal Messico al Cile. Origini etimologiche probabilmente quechua (“siwichi”); forse addirittura arabe (“sibesh”). Pochi altri piatti al mondo rappresentano bene quanto il ceviche il concetto di “crocevia di nazioni e di culture”.
Le seadas sono sfoglie dolci sottili, con un cuore di formaggio e ricoperte di zucchero o miele. Soprattutto nelle zone pastorali della Sardegna, non possono mancare sulla tavola natalizia, alla fine del pranzo del 25 dicembre; ma sono prodotte ormai in tutta l’isola.
Questa non è una storia di vela.
Perdonate se utilizzerò, in queste righe, toni personali; se metterò in questo scritto un po’ troppo di me.
È che questa storia di vela, che però semplice storia di vela non è, mi ha coinvolto come se il suo protagonista fosse mio amico da sempre. E forse lo è, mio amico: nella maniera oscura e sottile nella quale possono esserlo soltanto gli eroi delle storie che amiamo.
Un rosso toscano dal corpo medio, fruttato, 100% Sangiovese: #NellaNostraCantina non può mancare il Morellino di Scansano di Arpa.